lunedì 26 ottobre 2009

Aids, calo sensibile tra gli omosessuali


Scende in Svizzera il numero di casi di aids tra gli omosessuali: le ultime statistiche, relative a settembre, indicano che sull'insieme del 2009 le segnalazioni alle autorità sanitarie dovrebbero essere in tutto e per tutto 250. L'anno precedente erano state 331.

Le più recenti analisi mostrano che dopo anni di crescita costante si sta assistendo a una diminuzione dei casi di trasmissione della malattia tra i gay, secondo l'ultimo bollettino dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). Ma non bisogna abbassare la guardia: qualsiasi passo indietro nel campo della prevenzione potrebbe infatti avere pesanti ripercussioni.

L'Ufsp cita in particolare la comparsa sul mercato, negli anni Novanta, di nuovi medicinali che ha indirettamente comportato una riduzione dei mezzi dedicati alla prevenzione. Le conseguenze sono state un consistente aumento delle infezioni. L'Ufsp continuerà quindi ad applicare il programma nazionale contro l'aids, già prorogato dal governo fino a 2010.

Attualmente sono oltre 31 mila le persone che in Svizzera devono convivere con il virus dell'aids. Ogni anno i nuovi casi accertati di contagio sono un centinaio e i decessi dovuti al morbo una ventina.

L'analisi geografica mostra che l'aids colpisce soprattutto le aree urbane. Nel 2009 nei cantoni di Appenzello esterno, Obvaldo o Uri, non è stato segnalato nemmeno un caso di positività, mentre il tasso è risultato inferiore a 4 per 100 mila abitanti nel Giura, a Nidvaldo, San Gallo, Svitto e Turgovia: si attesta invece al 18,6 a Ginevra a al 15,2 a Zurigo.


Fonte: ATS

sabato 24 ottobre 2009

Congresso Usa approva legge federale contro omofobia


Chi continua ad accusare l’amministrazione Obama di inerzia dovrà ricredersi. Il Congresso americano ha approvato una legge contro l'omofobia, definita storica dagli attivisti gay, che aggiunge le violenze e gli attacchi contro i gay nella lista degli «hate crimes», puniti da una legge federale varata dopo l'assassinio di Martin Luther King nel 1968 per i crimini provocati dall'odio razziale. Il presidente Obama ha già fatto sapere che la firmerà.

La legge, dedicata alla memoria di Matthew Shepard, uno studente del Wyoming assassinato 11 anni fa perché omosessuale, estende la definizione di “hate crime” ai crimini provocati dal sesso e dall'orientamento sessuale delle vittime. Era da 10 anni che i sostenitori della legge, tra i quali lo scomparso Ted Kennedy, si battevano per farla approvare, contro il ripetuto ostracismo dell’Amministrazione Bush che aveva minacciato di porre il veto se avesse raggiunto il suo tavolo per la firma.

Per evitare nuove sconfitte i leader democratici al Senato sono ricorsi ad un geniale escamotage: hanno collegato l’emendamento ad una legge di bilancio da 680 miliardi di dollari della Difesa, già approvata il mese scorso dalla maggioranza democratica alla Camera, con il voto contrario dei repubblicani (68 a 29).

Joe Solmonese, presidente dell’ Human Rights Campaign, la più grande organizzazione di difesa dei diritti gay, parla di “evento storico”. "E' la prima legge federale americana che protegge lesbiche, gay, bisessuali e transgender", spiega Solmonese "troppi, nella nostra comunità, hanno pagato di persona a causa dei crimini dell'odio".
Quarantacinque stati dell'Unione posseggono già degli statuti che criminalizzano questo tipo di reato. La nuova legge permette per la prima volta al Governo Federale di intervenire qualora il Dipartimento della Giustizia Usa stabilisca che uno Stato è inadempiente nel perseguire i crimini contro i gay.


Fonte: Corriere della Sera

mercoledì 14 ottobre 2009

Guida agli insegnanti per studenti Lgb e contro l'omofobia


Le scuole irlandesi sono state dotate di una guida finalizzata ad aiutare gli insegnanti in merito alle tecniche e ai comportamenti da attuare dinanzi a prepotenze omofobe. Il libro, intolato “Lesbian, Gay and Bisexual Students in Post-Primary Schools” offre avvertimenti e consigli sullo sviluppare politiche e comportamenti verso gli studenti gay e come comportarsi durante il loro coming out.

Secondo le statistiche riportate nel libretto, gli studenti Lgb si rendono conto della loro natura e del proprio orientamento intorno ai 12 anni. Sono molto più vulnerabili e portati all’autolesionismo intorno ai 16, per poi raggiungere il momento dell’accettazione, intorno ai 17 anni. L’iniziativa è stata lanciata dal Ministro della Salute, Seàn Haughey Td:
“Sono lieto di lanciare questa importante risorsa che rappresenta il culmine di un lavoro duro che ha impegnato tutti quanti e si affida al coinvolgimento dei genitori. E’ un’assistenza pratica e utile per i direttori e i docenti nelle scuole”

La guida è stata prodotta dal dipartimento Glen (Gay and Lesbian Network). Secondo Sandra Gowran, la direttrice della politica educativa del Glen, il testo è un passo avanti per gli istituti e sopratutto sarà importante nelle scuole superiori per accettare e creare ambienti scolastici adatti nell’accettare la differenza e la diversità di tutti”

Fonte: Queerblog

Falò di giovedì 15 ottobre: Fallo in area

Travestiti, professionisti, operai, giovani, anziani, singles o coniugati. È la varia umanità con tendenze omosessuali e bisessuali che si ritrova, notte e giorno, nelle aree di sosta autostradali ticinesi. Un mondo sommerso venuto a galla lo scorso agosto dopo l’omicidio sul Monte Ceneri di un 81enne di Claro, tragico fatto che in particolare ha messo in allarme le autorità e la popolazione di Muzzano, da anni confrontate con la scena aperta omosessuale nei pressi dell’A2. Viaggio di Falò nelle aree di sosta.

Giovedì 15 ottobre 2009, ore 21:00, RSI LA1

giovedì 8 ottobre 2009

Governo italiano lancia campagna contro omofobia



Il governo italiano lancerà una grande campagna di comunicazione (che non ha a che vedere con quella presentata nella foto in cima all'articolo, la quale è certamente di grande impatto) contro le discriminazioni per orientamento sessuale, tramite spot televisivi, giornali, affissioni sui bus, nelle metropolitane e sui muri, allo scopo di aiutare "ad abbattere e, quindi, azzerare le discriminazioni per orientamento sessuale".

Lo ha annunciato oggi il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna incontrando i rappresentanti delle associazioni gay, lesbiche e transgender che si è tenuto oggi al Ministero.

La ministro ha parlato di un "un impegno - anche economico - senza precedenti, con due milioni di euro stanziati per far arrivare dappertutto il nostro messaggio".

Durante l'incontro, organizzato insieme alla deputata del Pd Paola Concia, come informa una nota, "il ministro ha ascoltato le richieste delle oltre venti associazioni che hanno risposto all'appello ed illustrato gli interventi messi in campo dalle Pari Opportunità. Tra questi, oltre alla campagna di comunicazione, la "Settimana contro la Violenza" che, organizzata in tutte le scuole dal 12 al 18 ottobre, includerà l'omofobia tra i temi oggetto dei dibattiti e degli incontri.

Nel corso dell'incontro, dice ancora la nota, è stato anche annunciato l'imminente sigla con il Comune di Roma un protocollo che consentirà di creare nella Capitale, teatro degli ultimi episodi di intolleranza, un Osservatorio con compiti di monitoraggio, assistenza e di informazione nei confronti dei omosessuali e transessuali oggetto di discriminazioni.

La ministro si è anche impegnato a farsi portavoce presso la maggioranza della necessità di reintrodurre nel testo della legge che istituisce aggravanti per i reati compiuti a scopo discriminatorio, dell'importanza di comprendere anche in modo tale da ricomprendere anche i delitti commessi contro le persone transessuali.


Fonte: Reuters Italia

Usa: Obama e Lady Gaga a serata per diritti omosessuali



Il presidente Barack Obama e Lady Gaga assieme per la causa dei gay: il numero uno degli Usa e la cantante di 'Poker Face' che di recente per gioco ha fatto a botte in tv con Madonna divideranno sabato il palcoscenico in occasione del banchetto annuale della maggiore organizzazione omosessuale negli Usa, la Human Rights Campaign.

La Casa Bianca ha confermato che Obama terrà il discorso più importante della serata: sarà il secondo presidente nella storia dell'organizzazione dopo Bill Clinton nel 1997 ma il primo a dividere la locandina con il fenomeno pop dell'estate 2009.

In sala tremila persone al Washington Convention Center: la cena precederà di un giorno un vasto raduno per i diritti dei gay sul Mall della capitale, la National Equality March.

Fonte: ATS

martedì 6 ottobre 2009

Francia: squadra musulmana, non giochiamo con i gay



Le nostre convinzioni sono più importanti di un semplice incontro di calcio. Così i giocatori di un club musulmano di Creteil, vicino Parigi, hanno rifiutato di scendere in campo contro una squadra dichiaratamente gay.
La partita doveva svolgersi domenica scorsa. Ma sabato nella posta elettronica del Paris Foot Gay arriva una mail a firma del Creteil Belel (questo il nome del club musulmano) che, in poche righe, chiede l'annullamento dell'incontro che doveva tenersi il giorno dopo. Il motivo? I calciatori non hanno intenzione di incontrare sul campo gli avversari omosessuali.

"Siamo spiacenti - scrivono i calciatori nella mail pubblicata oggi da diversi media francesi - ma tenuto conto del nome della vostra squadra e conformemente ai principi della nostra, composta da musulmani praticanti, non possiamo giocare contro di voi. Le nostre convinzioni sono di gran lunga più importanti di un semplice incontro di calcio. Scusateci - concludono - di avervi avvertito così in ritardo".

La storia ha scatenato accese discussioni Oltralpe. E' intervenuta anche l'associazione Sos Racisme che, denunciando il fatto, sostiene che "questa omofobia aperta e senza complessi non deve restare senza seguito". A denunciare la discriminazione presso la lega di calcio che ha organizzato l'incontro, la Commission Football Loisirs (Cfl, un organismo indipendente dalla Lega francese di calcio), è stato innanzi tutto proprio il Paris Foot Gay.

Nonostante il tono gentile della mail, riconosce il club, fatto sta che il Creteil Bebel "rifiuta di giocare contro degli omosessuali". E così la squadra di Parigi, che - nonostante il nome - sottolinea di non essere un club strettamente comunitario, ma aperto anche agli eterosessuali, non esclude di fare causa. Il club ha anche chiesto alla Cfl di applicare le "adeguate sanzioni". L'omofobia, ricordano, è passibile di sanzioni penali proprio come il razzismo.

Anche Jacques Stouvenel, presidente del Cfl, giudica la situazione "inaccettabile": "Il calcio - commenta - non ha né colore né religione". Il Creteil Bebel potrebbe essere escluso dalla lega. Ma i giocatori si difendono, al microfono della radio France Bleu un dirigente del Creteil Bebel ha confermato la posizione del club: "In quanto musulmano ho tutto il diritto di non voler giocare contro il Paris Foot Gay, semplicemente perché non condivido la loro causa". Poi si scusa "se qualcuno si è sentito offeso o ferito".


Fonte: ATS

venerdì 2 ottobre 2009

Florida: Donna muore per aneurisma ma l'ospedale non permette alla compagna di vederla. E il tribunale chiude il caso


Ad una donna lesbica, a cui è stato impedito di visitare la propria compagna in fin di vita e che aveva denunciato la struttura sanitaria, il tribunale ha chiuso il caso presentatogli. Janice Langbehn ha citato il Jacskon Memorial Hospital, a Miami, per non averle permesso di vedere Lisa Pond (a destra, nella foto), 39enne, sua compagna da ben 17 anni. La donna è stata vittima di un fatale aneurisma al cervello, il 18 febbraio 2007. E Janice ha dichiarato che un assistente non le ha voluto concedere l’autorizzazione per vedere la partner, morta poi da sola il giorno dopo.

La coppia, che ha inoltre tre figli adottivi, era in vacanza ai Caraibi, in una crociera gay-friendly, quando la Pond si è sentita male. La Langbehn e i bambini non sono potuti entrare per restare accanto a Lisa, nelle sue ultime ore di vita, e i funzionari dell’ospedale, da quanto racconta, le hanno ricordato che si trovava in una città e in uno stato anti-gay.

Dopo aver atteso ben 8 ore, a Janice è stato concesso di entrare solo per 5 minuti, mentre un prete le dava l’estrema unzione. Da qui, la decisione di intentare una causa contro l’ospedale. Ma il Tribunale per il distretto sud della Florida deciso di chiudere il caso, dal momento che l’ospedale non ha nessun obbligo nel permettere ai visitatori di poter incontrare i propri pazienti. Infine, non c’è stato alcuna costrizione nel provvedere alle famiglie dei pazienti o visitatori con accesso a ricoverati nell’unita traumatologica. Il tribunale ha però concesso alla famiglia Langbehn-Pond di rivedere la decisione e di considerare tutte le opzioni legali.

Beth Littrell, avvocato, ha dichiarato:
“La decisione della corte offre un quadro infinitamente tragico di quanto siano vulnerabili le coppie dello stesso sesso e di come le loro famiglie siano in tempi di dura crisi. Noi tutti speriamo che il coraggio di Janice nel cercare giustizia per la sua famiglia, in questo caso, permetta di far comprendere meglio alla gente quanto costi e sia faticoso lottare contro la discriminazione gay. Queste sono cose che non dovrebbe mai accadere. Mai e a nessuno.”


Fonte: Pinknews (traduzione Queerblog)

Sabato 3 ottobre - Festa di Imbarco Immediato al Vanilla

Sabato, 3 ottobre 2009 dalle 23.00 alle 05.00
Disco party al Vanilla Club a Riazzino
by Imbarco Immediato