venerdì 29 maggio 2009

Manvreda Singh Gohil: un principe gay indiano che difende i diritti omosessuali



Il giornale di lingua inglese di Hong Kong South China Morning Post ha recentemente fatto un servizio riuscendo ad entrare nel palazzo reale di Rajpipla per incontrare il primo erede al trono, il principe Manvreda Singh Gohil, classe 1965. Manvreda pare sia amatissimo dalla stampa indiana, per un ottimo motivo: è gay! A rivelare la sua omosessualità ai genitori sono stati i medici, dopo che due matrimoni combinati erano andati a gambell’aria e dopo che il tosto ragazzo aveva avuto un esaurimento nervoso, probabilmente dovuto all’ostracismo genitoriale: «Se rifiutate di accettare la sua omosessualità, morirà», sentenziarono lapidariamente i medici. Al Maharaja e consorte, non restò che deglutire l’anomala notizia e chiesero al figlio di tenere la cosa per sé. Figurarsi, il principe, probabilmente grato ai medici, non solo per averlo sollevato dalla malattia, nel 2000 fonda una organizzazione per la difesa dei diritti dei gay, la Lakshya trust dopo aver dato in pasto alla stampa il suo bel coming out.

«Rajpipla è la città più gay dell’India», dice il principe «E’ tutta rosa: la scuola, la stazione, l’ospedale, il palazzo reale. E’ come se i miei antenati avessero immaginato che uno dei loro discendenti avrebbe avuto una particolare predilezione per quel colore». Due anni fa, si spinge oltre e partecipa al famoso talk show televisivo americano di Oprah Winfrey. Proprio a Rajpipla si è svolta la prima conferenza indiana sull’omosessualità e viene creata una casa di cura riservata agli omosessuali. Pare che il principe sia anche un sostegno per tutti i gay in difficoltà.

Quando i genitori sono venuti a conoscenza della sua omosessualità non gli hanno parlato per alcuni mesi. La madre fece ddi più: lo diseredò e mise sull’avviso chiunque avesse osato associare il nome del principe al suo: sarà denunciato, proclamò! Il principe, cui non manca lo spirito gayo, disse che tutta quella manfrina era opera della lobby gay di palazzo: «Hanno paura che riveli i loro nomi. I gay repressi sono i peggiori omofobi».

L’organizzazione gay creata dal principe si trova a Baroda ed è lì che porta la giornalista del South China Morning Post. Presentandogli un ragazzo, dice: “Questa è la più sgualtrina di tutte”. Dal racconto pare che assieme a Sylvester Merchant, conosciuto attraverso una rivista di annunci gay, gerstiscano insieme questo centro che è un punto focale per la comunità gay indiana. Poi è la volta della visita in una sua tenuta sulle rive del Narmada. La giornalista, divertita, dice che Manvreda vede gay dappertutto; e infatti il principe mostra il suo cane gay che non ne vuol sapere di una cagnetta e persino un geco. Insomma, una bella storia in un’India che sull’omosessualità è parecchio divisa, con caste e lobby che poco hanno di moderno.

C’è un piccolo problema: Manvreda è l’erede al trono e quando scomparirà suo padre diventerà maharajah. Lui vuole adottare un figlio, ma le ferree regole di palazzo vogliono che sia di sangue blu reale e della famiglia. E lui, magari un po’ capriccioso, non intende avere un bambino, ma una persona già adulta. Vabbé, per una volta, viva il Maharajah!


Fonte: Queerblog
Foto: Jurrian Teulings

mercoledì 20 maggio 2009

Denver: a nove anni organizza una manifestazione per i diritti LGBT

Sente i suoi compagni pronunciare insulti omofobici e si schiera dalla parte delle persone gay e lesbiche. Questa lezione di vita è arrivata da Ethan McNamee, un bambino di Denver che a soli 9 anni, dopo aver saputo fra l’altro che le due mamme di uno dei suoi amici non possono sposarsi, ha organizzato con l’aiuto dei genitori e della sua insegnante, una piccola manifestazione in favore dei diritti delle persone omosessuali.

La notizia è circolata molto velocemente ed alla manifestazione dello scorso sabato si potevano contare più di duecento persone, non poche se si pensa che l’iniziativa è partita grazie alle idee di un bambino e che i numeri sono tranquillamente rapportabili ad alcune manifestazioni analoghe organizzate per esempio in Ticino. La maestra, una dei principali artefici del raduno, ha tenuto a dichiarare ai giornalisti incuriositi che l’iniziativa è stata autenticamente di Ethan e che lo studente non sarebbe stato minimamente influenzato dalle sue idee. Insomma, sarebbe quasi il caso di dire “Piccoli Milk crescono”!
Ovviamente nessuno può mettere la mano sul fuoco sul fatto che l’iniziativa sia veramente tutta farina del sacco di Ethan ma c’è da dire che, nella “peggiore” delle ipotesi, sentendolo parlare si ha veramente l’impressione che qualcuno abbia almeno impiegato del tempo ad insegnargli il rispetto per il prossimo...



Fonte: Queerblog

domenica 17 maggio 2009

Giornata internazionale contro l'omofobia



Ha luogo oggi, domenica 17 maggio, la Giornata internazionale contro l'omofobia.
Per segnalare questa data, Collegati, in collaborazione con Cooperazione, ha pubblicato il seguente articolo.

È di ieri, invece, la notizia che...

La transessualità non sarà più considerata come un'affezione psichiatrica in Francia: lo ha dichiarato oggi il Ministero della Sanità, sottolineando che si tratta "di un segnale forte inviato a tutta la comunità" nella giornata internazionale contro l'omofobia. La ministra Roselyne Bachelot si è rivolta "in questi ultimi giorni" all'autorità competente per facilitare la pubblicazione di un decreto in materia. Finora, i transessuali potevano beneficiare di un esonero dal ticket sanitario per ricorrere a cure di una malattia a decorso lungo classificata ALD23 per "disturbi ricorrenti o persistenti". "I transessuali vivono questa classificazione in ALD23 - ha detto una portavoce del Ministero - come una stigmatizzazione, perché può indurre una confusione fra il disturbo dell'identità di genere e l'affezione psichiatrica". La portavoce ha precisato che l'assistenza sanitaria per disturbi di identità di genere continuerà ad essere garantita.

Collegati auspica che molti altri di questi piccoli segnali vengano a rischiarare questa giornata...

giovedì 14 maggio 2009

I diritti dei gay e l'Europa

Elezioni europee - Questions for Europe


Q:
"Ciao sono Antony, Mr Gay Italia. Vorrei sapere se l'Europa farà mai qualcosa per i diritti degli omosessuali. Solo alcuni paesi si sono mossi. Perché non estendere queste leggi a tutta Europa. Parlo di matrimonio degli omosessuali, riduzione tasse, reversibilità della pensione e ovviamente tutto il resto. Un bacio dall'Italia"


A:
"Salve, mi chiamo Juris Lavrikovs, lavoro per la ILGA Europe, che è il braccio dell'associazione internazionale gay e lesbiche. Mi occupo della comunicazione.

In teoria è possibile, ma gli stati membri devono mettersi d'accordo sul fatto che le istituzioni europee siano competenti a legiferare su materie come famiglia e matrimonio.

Al momento, gli stati non conferiscono questo potere alle istituzioni europee, gli stati membri conservano il potere sovrano, di legiferare sul matrimonio. Sappiamo che diversi stati membri, quasi la metà, si sono già dotati di strumenti per riconoscere le coppie omosessuali".


Per vedere il fimato, clicca questo link.

Fonte: Euronews

mercoledì 13 maggio 2009

Dicono di noi... (quote rosa e quote arcobaleno)

Il 12 maggio 2009, Collegati ha pubblicato un comunicato stampa per esprimere la propria indignazione nei confronti di un'affermazione del granconsigliere Giorgio Salvadè.

Ecco le reazioni dei media di quest'oggi:
  • articolo su Ticinonline: leggi

  • articolo su Ticinonews: leggi

  • rubrica "il boia e l'impiccato" su Ticinonline: vai alla rubrica

  • intervista radiofonica al radiogiornale di Radio3iii: scarica l'intervista (MP3)

  • intervista televisiva al telegiornale "Ticinonews" di Teleticino


martedì 12 maggio 2009

Comunicato stampa - Quote rosa e quote arcobaleno

Lugano, 12 maggio 2009

Collegati - Associazione Lesbiche Gay Ticinesi - ha appreso, con un certo sconcerto, dalle colonne di un quotidiano, le parole denigratorie del deputato parlamentare leghista Giorgio Salvadè, utilizzate in maniera impropria durante un suo intervento in merito all'istituzione delle "quote rosa" nelle commissioni del governo: "Ci aspettano al varco gli omosessuali sempre più potenti in questo paese".

Il Signor Salvadè ha asserito che, in caso di accettazione delle quote rosa a livello istituzionale, il passo successivo sarebbe stato quello di assegnare le "quote arcobaleno" (agli omosessuali).

Lungi dalla nostra associazione il pensiero di schierarsi politicamente a favore o contro il concetto delle quote rosa, non possiamo però accettare che gli omosessuali ticinesi vengono accusati di fare del lobbyismo. Se la popolazione omosessuale fosse effettivamente sostenuta da un gruppo influente a livello politico come afferma il Signor Salvadè, certamente i quotidiani episodi di discriminazione ai danni di gay e lesbiche sarebbero sradicati, e il risultato della votazione a favore dell'unione domestica registrata dell'anno 2005 sarebbe stato diverso.

Riteniamo auspicabile sottolineare al Signor Salvadè che la meritocrazia, cavallo di battaglia dei contrari all'istituzione delle quote rosa, dovrebbe valere anche per l'elezione dei politici parlamentari a livello locale, così come anche a livello cantonale. Forse dovrebbe riflettere se la sua presenza in Gran Consiglio è effettivamente legata a suoi meriti, visti gli argomenti davvero poco edificanti che utilizza per sostenere le proprie tesi. L'essere meritevole di una carica pubblica dovrebbe anche includere il rispetto e la tolleranza verso il prossimo.

La nostra presa di posizione non vuole essere un attacco personale verso il Signor Salvadè, bensì nei confronti delle sue argomentazioni intolleranti e che vanno a colpire la popolazione omosessuale in maniera indegna. Ci auguriamo che possa rendersi conto di aver fatto un accostamento inopportuno, cercando di sostenere le sue argomentazioni senza un'attenta valutazione responsabile di quanto ha espresso pubblicamente. Per questo motivo Collegati auspica che il parlamentare leghista rivolga le proprie scuse alla popolazione omosessuale ticinese.

Se la diversità diventa normalità...

Abbiamo il piacere di presentarvi l'articolo apparso su Cooperazione del 12 maggio 2009, intitolato "Se la diversità diventa normalità", dove sono state intervistate alcune persone sull'argomento del coming-out, tra cui anche il nostro presidente Geremia.

Ringraziamo il giornalista Patrick per la disponibilità ad affrontare insieme a noi questo argomento.

Per leggere l'articolo (in formato PDF), cliccare qui.

martedì 5 maggio 2009

Spagna: primo indennizzo a gay internato durante franchismo

Antonio Ruiz è da ieri il primo gay spagnolo ad avere ottenuto dallo stato un risarcimento per l'internamento subito durante il franchismo in base alla legge sulla pericolosità e la riabilitazione sociale in vigore sotto la dittatura, che considerava gli omosessuali come persone "pericolose" da "riabilitare": lo riferisce El Pais.

Ruiz, oggi presidente della Associazione degli ex-detenuti sociali, ha ottenuto dallo stato spagnolo un indennizzo di 4000 euro. Denunciato come omosessuale a 17 anni da una vicina nel 1976, nell'ultimo periodo del franchismo, era stato internato per tre mesi nel centro di detenzione di Badajoz, una delle carceri preparate dichiaratamente per "curare" gli omosessuali. Altre 185 richieste di risarcimento sono state presentate da omosessuali spagnoli per la repressione subita durante la dittatura.
"Era l'epoca dell'elettrochoc e delle terapie coercitive", ha spiegato Ruiz. I cosiddetti "pazienti" erano costretti a guardare prima immagini di uomini e donne, "poi quando apparivano uomini soli l'omosessuale subiva una scarica elettrica". Ruiz ha definito la decisione delle autorità di procedere all'indennizzo "un grande trionfo". "E' la prima volta - ha sottolinerato - che un governo indennizza i gay per quanto subito durante la dittatura".


Fonte: ATS

lunedì 4 maggio 2009

Usa: matrimoni gay, per la prima volta i Sì superano i No



Gli americani stanno subendo in pieno l’ “effetto Obama”? Sulle questioni fino a poco tempo fa più controverse - i temi sociali o temi etici, come preferisce chiamarli qualcuno - la maggioranza si sta spostando piano piano su posizioni più aperte e liberali, mentre i conservatori sembrano perdere terreno.

È il caso del matrimonio gay, che per la prima volta nella storia dei sondaggi americani è approvato dalla maggioranza del campione, secondo una rilevazione della Abc/Washington Post. Il 49% degli intervistati dice Sì al diritto di sposarsi per le coppie gay, mentre il 46% risponde No: nel 2006 i Sì erano al 36% e i No al 58%.

In pochi anni, quindi, l’idea del matrimonio gay si è fatta notevolmente strada nelle teste degli americani, anche grazie - è probabile - a quegli stati che lo hanno già introdotto, nei quali non è stata registrata nessuna calamità né sciagura.
C’è un altro dato, però, che sorprende e che differenzia l'Italia dall’America: alla domanda se “è favorevole all’idea di permettere alle coppie gay di adottare bambini” il 53% dice di sì, contro il 40% di no.


Fonte: queerblog

venerdì 1 maggio 2009

Ad Amsterdam il primo parco 'per gay': inaugurati i cartelli con l'area riservata



Dopo le zone per far 'galoppare' i cani in libertà e le aree-giochi per i bambini, nei parchi olandesi ora ci saranno anche aree riservate per gli incontri omosessuali. Di certo è destinata a suscitare polemiche l'iniziativa dell’assessore agli Spazi pubblici di Amsterdam, Paulus de Wilt, che oggi ha inaugurato nel quartiere di Slotervaart un parco con la prima 'area' riservata giustappunto ai gay (il parco non è quello raffigurato nell'immagine, ndr).

I nuovi cartelli installati agli ingressi del parco di Amsterdam non lasciano adito a dubbi: qui possono appartarsi gli omosessuali, qui si può cercare un partner senza doversi nascondere.

Sui cartelloni si indicano anche le spiagge, quelle in cui sono ammessi i cani e i parchi giochi per bambini, dato che il quartiere-municipio e’ circondato dal lago Nieuwe Meer e dai parchi Rembrandt e Vondelpark.

In realtà l'assessore ha in qualche modo 'regolato' una pratica già in atto: nella zona infatti c'è ‘’de Oeverlanden’’, un'area divenuta negli anni luogo di incontri tra omosessuali proveniente anche dal resto d’Europa.

E infatti De Wilt spiega: "L’obiettivo e’ che la gente non si disturbi a vicenda e questo non vale solo per gli omosessuali ma anche, ad esempio, per i genitori dei bambini che hanno paura dei cani’’.



Fonte: ilsole24ore