mercoledì 29 aprile 2009

Tra le cose più orribili c'è l'omosessualità, secondo Ahmadinejad



Mahmud Ahmadinejad, presidente dell’Iran, è ben noto per le sue affermazioni anti gay, anti Israele, anti tutto quello che non gli va a genio. Ora ha affermato che l’omosessualità è una delle cose più orribili (insieme ai sionisti) e che la politica si serve dei gay per accaparrare voti. Ha affermato:

“Nelle democrazie liberali la gente non conta niente, soltanto i partiti, e per guadagnare voti i responsabili di quei governi sostengono le cose più orribili, come l’omosessualità (vedasi Dichiarazione dell'Onu, ndr). Così vengono vengono distrutti il popolo e i valori divini”.

Ahmadinejad non è nuovo a queste affermazioni. Secondo lui in Iran i gay ci sono, anche se pochi (e quei pochi tanto vengono impiccati), mentre “secondo lo studio di un’università iraniana il 24% della popolazione femminile ed il 16% della popolazione maschile del paese mediorientale avrebbero avuto rapporti con persone dello stesso sesso” (a rivelarlo sarebbe stato Parvaneh Abdul Maleki, sociologo iraniano, che ha presentato i risultati della sua ricerca alla Conferenza sul Benessere nella Famiglia alla fine di gennaio).


Fonte: queerblog

martedì 28 aprile 2009

Gb: sesso, unioni civili e coppie gay, a scuola si impara



Nel regno di Elisabetta II non si è fatto ancora in tempo a metabolizzare la notizia che l'educazione sessuale diventerà materia di insegnamento obbligatoria in tutte le scuole statali inglesi che già sulle pagine del 'Timesonline' si può leggere che gli alunni delle scuole secondarie britanniche seguiranno dall'anno prossimo lezioni anche sulle coppie gay, sulle unioni civili e sulle malattie sessualmente trasmissibili: sul sito del quotidiano britannico è infatti citato uno studio sull'educazione sessuale nelle scuole condotto da Alasdair MacDonald su incarico del ministero dell'Istruzione di Londra.

Secondo l'indagine, le lezioni su 'compulsory sex and relationship, gay unions and civil partnershpis' diventeranno obbligatorie dal 2011 per cercare di aiutare gli alunni delle primarie (4/5-11 anni) e secondarie (12-16) a "navigare nelle complessità del mondo moderno" anche se, naturalmente, i bambini più piccoli, quelli delle primarie, si concentreranno esclusivamente sullo studio del loro corpo.

Tutto questo perché, secondo le statistiche, gli insegnamenti di educazione personale, sociale, alla salute e all'economia (Pshe) finora impartiti nelle scuole non hanno raggiunto lo scopo desiderato visto il notevole aumento del numero di gravidanze e di infezioni da malattie sessuali tra gli adolescenti inglesi. Secondo le proposte avanzate dal governo britannico, le scuole religiose tuttavia potranno essere libere di impartire lezioni di (o contro) il sesso all'interno (o fuori) del matrimonio non essendo costretti a fuoriuscire dal contesto dei propri valori, il che significa insegnare anche ai bambini che la propria religione considera l'uso dei contraccettivi un peccato.

I genitori potranno comunque naturalmente chiedere l'esenzione dei figli su base religiosa anche perchè gli esperti hanno sottolineato il fatto che rendere obbligatorie le lezioni sull'educazione sessuale e la contraccezione da una parte e poi sostenere che quest'ultima è sbagliata potrebbe creare confusione negli adolescenti. Julie Bentley, direttrice generale dell'Fpa, la Family Planning Association, ha detto che benché la religione e l'educazione sessuale non siano incompatibili, "le scuole non possono essere autorizzate ad interpretare l'argomento, nel senso che possono dire ai ragazzi, per esempio, che la contraccezione non è una questione di scelta, ma è semplicemente sbagliata".

Mentre Simon Blake, direttore nazionale dell'ente di beneficenza sulla salute sessuale 'Brook', è convinto che "i giovani hanno bisogno di capire la legge, di capire che possono usare contraccettivi o decidere di abortire, di rendersi conto di quali sono i benefici di praticare sesso sicuro. Non è giusto dire loro che tutto questo è sbagliato, ma è corretto far sapere che qualcuno pensa che lo sia".


Fonte: Agenzia Radicale

martedì 21 aprile 2009

Senegal, annullate le condanne ai gay



In Senegal una Corte d'appello ha annullato le condanne per omosessualità inflitte a gennaio a nove uomini e ne ha disposto l'immediata scarcerazione. La sentenza di primo grado, che aveva suscitato le proteste delle associazioni per i diritti dei gay e del presidente francese, Nicolas Sarkozy, aveva comminato agli imputati otto anni di carcere per «condotta indecente e atti contro natura».

I nove partecipavano a un programma di informazione per la lotta all'Aids ed erano stati arrestati il 19 dicembre in un appartamento alla periferia di Dakar. L'omosessualità è un reato in Senegal, un Paese per il 95% musulmano in cui i gay sono emarginati. Gli imputati erano stati inizialmente rinchiusi in un affollato carcere di Dakar dove avevano ricevuto minacce e insulti prima che la difesa ottenesse il trasferimento in un'altra struttura.

All'apertura del processo di appello, la settimana scorsa, i legali avevano sostenuto che le accuse si reggevano prevalentemente su denunce anonime e che gli imputati non erano mai stati colti in flagrante, come invece aveva sostenuto il pm. Tra l'altro si era trattato delle pene più severe mai inflitte per omosessualità: ai cinque anni, pena massima prevista dall'articolo 3913 del codice penale, erano stati aggiunti tre anni per associazione a delinquere, in quanto l'organizzazione di cui facevano parte - Aides - sarebbe stata una copertura per reclutare altri gay. Nel febbraio del 2008, in Senegal, il direttore di una rivista aveva ricevuto minacce di morte dopo la pubblicazione delle foto di un matrimonio tra due uomini.


Fonte: Corriere della Sera

sabato 18 aprile 2009

Usa: insulti anti-gay, si impicca un ragazzino 11enne



Un’altra vittima dell’omofobia si aggiunge alla lista delle persone morte o uccise per l’odio di alcuni verso le persone gay, lesbiche, bisex o trans. Carl Walker-Hoover aveva 11 anni - ne avrebbe compiuti 12 il 17 aprile - e frequentava il sesto anno della scuola primaria a Springfield in Massachusetts.

Qualche giorno fa, il 6 aprile, la madre Sirdeaner lo ha trovato in casa impiccato con una corda: Carl non sopportava più gli insulti a sfondo anti-gay cui quotidianamente lo sottoponevano alcuni compagni di scuola. Sin da settembre la madre chiamava i responsabili della scuola per chiedere un intervento degli insegnanti, ma evidentemente non ha ottenuto successo.

Secondo il Glesen - Gay, Lesbian and Straight Education Network - è il quarto suicidio di un ragazzino di scuola media dall’inizio dell’anno: questo tipo di persecuzioni, per altro, non colpiscono solo i ragazzi che si dichiarano gay, ma prendono di mira anche chi è solo “sospettato” di essere meno virile o più effeminato degli altri.


Fonte: queerblog

martedì 14 aprile 2009

A lezioni di sesso con Luxuria, al Sociale arriva "Si sdrai per favore"

È stata definita la più divertente lezione di sesso che si possa immaginare. Maestra di questa lezione sarà Vladimir Luxuria, e lo scenario sarà quello del Teatro Sociale di Bellinzona. Arriva infatti "Si sdrai per favore", in programma al teatro Sociale giovedì 23, venerdì 24 e sabato 25 aprile alle 20.45.

Tre serate di risate e divertimento con uno spettacolo scritto e interpretato da Luxuria con la partecipazione “medico-spettacolare” di Fuxia per la regia di Roberto Piana. Si tratta di un divertentissimo e coloratissimo spettacolo in cui una “sessuologa” esperta come Luxuria sfodera tutta la sua affascinante malizia e la sua intelligente arguzia per coinvolgerci in un’esilarante seduta psicanalitica a “tutto sesso” che, senza volgarità e cadute di stile ma con grande umorismo, ci aiuterà a sfatare pregiudizi, tabù e luoghi comuni su sessualità e dintorni.

Tutte cose che ci illudiamo di conoscere bene e che invece impareremo a conoscere veramente (e comicamente) dalle esperienze di chi, come Luxuria, conosce benissimo i segreti della sessualità, avendone frequentato tutti i versanti.



Cosa dice la critica?

La Stampa: "Un esempio di cabaret sessuologico ben calibrato"

Il Secolo XIX: "Vladimir Luxuria senza mai scadere nel cattivo gusto sa intrattenere il pubblico con surreali e divertenti argomentazioni. Senza il peso di equivoci e doppi sensi, con intelligenza e un brio degno dei migliori cabarettisti, offre in uno spettacolo ben condotto un sorridente sberleffo agli avversari conclamati: gli ipocriti ben pensanti e i bacchettoni"


Fonte: Ticinonline

domenica 12 aprile 2009

Teatro: racconti di giugno

Lunedì 27 aprile 2009 alle 20.30 va in scena Racconti di giugno di e con Pippo Delbono al Cinema Teatro di Chiasso.



la curiosità per gli altri.
il senso nascosto delle relazioni.
il filo rosso degli invaghimenti negli spettacoli.
la coscienza di una bellezza senza confini nelle storie.
l’ardore non solo etico nelle scene della vita e nelle scene del teatro.
il lato dei desideri non espressi ma mostrati.
l’estasi delle cose che ti perdono e che gli altri non ti perdonano.
le coincidenze (tante) di giugno, il mese in cui sono nato.
quel qualcosa di se stessi mai detto forse perché mai chiesto.
(note di Pippo Delbono)


Mandaci subito un email su collegati@collegati.ch! I primi 10 che ci scrivono riceveranno il biglietto d'entrata in regalo!

Inoltre, vi è una riduzione di prezzo sul biglietto per tutti i tesserati di Collegati.

Jungle thegayparty alla Fabrique

Sabato 25 aprile 2009 Imbarco Immediato organizza "Jungle thegayparty" alla Fabrique di Castione.

Ulteriori informazioni su www.imbarcoimmediato.ch.

sabato 11 aprile 2009

Polonia, zoo acquista elefante "gay"; politico su tutte le furie



Un politico polacco ha criticato uno zoo locale per aver comprato un elefante "gay" di nome Ninio, che preferendo compagni maschi probabilmente non si riprodurrà. Lo hanno riferito oggi i media locali.

"Non abbiamo pagato 37 milioni di zloty (11 milioni di dollari) nella realizzazione della più grande casa degli elefanti d'Europa per farci vivere un elefante gay", ha detto Michal Grzes, consigliere conservatore della città di Poznan nella Polonia occidentale, secondo quanto riferito dai media.

"Volevamo creare un branco, ma dal momento che Ninio preferisce compagnie maschili piuttosto che femminili, come farà a generare un erede?" ha detto Grzes, del partito di destra Legge e Giustizia, all'opposizione.

Il direttore dello zoo di Poznan ha replicato che Ninio, di 10 anni, potrebbe essere troppo giovane per decidere il proprio orientamento sessuale, dato che gli elefanti raggiungono la maturità a 14 anni.


Fonte: Reuters
Immagine: Elephant House allo Zoo di Copenhagen

giovedì 9 aprile 2009

La guerra è finita; ora è caccia ai gay



L'Iraq sta conoscendo un'atmosfera di relativa libertà che ha permesso il fiorire di una sottocultura gay. Un fenomeno che ha scatenato reazioni improvvise. E letali. Negli ultimi due mesi, stando a fonti della polizia, nel quartiere sciita di Sadr City sono stati rinvenuti i cadaveri di almeno 25 ragazzi uccisi con uno o più colpi di arma da fuoco. Su alcuni è stato affisso un messaggio: "pervertito".

"Solo nelle ultime due settimane sono stati uccisi tre dei miei più cari amici" dice Basim, un parrucchiere di 23 anni. "Stavano raggiungendo un locale fuori città. Sono stati uccisi lungo la strada. Io dovevo andare con loro, per fortuna non l'ho fatto". Basim preferisce farsi chiamare "Basima". Porta i capelli lunghi, ha i buchi ai lobi e il volto coperto da un fondotinta bianco. Tale aspetto, che pure lo espone a dei rischi, nasce in parte dalla relativa calma che ha permesso agli iracheni di godere di libertà impensabili fino a due anni fa.

Sempre più spesso per strada capita di incontrare donne senza velo, e qualcuna di loro azzarda persino abiti che sfiorano il ginocchio. Le famiglie si radunano nei parchi per un picnic, e sono sempre più numerosi quelli che escono di sera. Malgrado ciò, però, l'Iraq rimane un paese religioso, conservatore e violento.
Stando alla polizia, gli omicidi dei gay non sono ascrivibili semplicemente agli squadroni della morte sciiti, ma sarebbero opera dei familiari o dei membri della stessa tribù delle vittime, desiderosi di punire ciò che considerano un disonore. La polizia stessa ha iniziato a mettere in atto misure restrittive contro i gay. "L'omosessualità è fuori legge", afferma il tenente Muthana Shaad, "ed è rivoltante". Negli ultimi quattro mesi, aggiunge, gli agenti hanno iniziato una "campagna per ripulire le strade da mendicanti e omosessuali". In Iraq, prosegue Shaad, i gay possono essere arrestati solo se colti in flagranza di reato, "ma noi ci assicuriamo che non si riuniscano nei bar o camminino insieme per strada: li facciamo allontanare". Nel 2005 l'ayatollah Ali al-Sistani emanò un decreto in base al quale gay e lesbiche dovevano essere "puniti, anzi, uccisi". E, aggiungeva, "uccisi nel modo peggiore, più cruento". Parole poi eliminate dal suo sito web. Anche i seguaci di Moqtada al-Sadr, rappresentante religioso anti-americano, dedicano parte delle loro preghiere del venerdì per inveire contro l'omosessualità. "La comunità dovrebbe essere purificata da comportamenti criminali come furti, menzogne e effemminatezza", ha affermato lo sceicco Jassem al-Mutairi.

Di fronte a tutto ciò molti giovani gay di Sadr City assumono un atteggiamento nichilista. "Non mi importa degli squadroni della morte, perché so che mi uccideranno comunque. Oggi, domani o dopo", dice Sa'ad, che grazie agli estrogeni va fiero del suo piccolo seno. "Odio la mia comunità e i miei parenti. Se dipendesse da loro, finirebbe tutto con un colpo di rivoltella".


Fonte: La Repubblica online
(Hanno collaborato Sam Dagher, Rod Nordland, Steven Lee Myers, Anwar J. Ali, Riyadh Mohammed e Campbell Robertson) c.2009 Nyt News Service
(Traduzione di Marzia Porta)

mercoledì 8 aprile 2009

Per Tony Blair il papa sbaglia sui gay

L’ex premier Tony Blair – che è diventato cattolico e tiene conferenze in cui è pagato 6900 sterline al minuto – intervistato dalla rivista gay Attitude sostiene che il Papa dovrebbe “ripensare” il suo punto di vista sugli omosessuali. Secondo Blair i testi sacri delle varie tradizioni religiose dovrebbe essere interpretati in maniera metaforica e non letterale e, in questo modo, le varie religioni potrebbero accettare i gay.



Blair afferma:
“Ci sono molte e grandi cose che la Chiesa cattolica fa, e ci sono molte fantastiche cose per le quali il Papa si batte, ma penso che quello che sia interessante è che se andiamo in qualsiasi Chiesa cattolica, in modo particolare quelle molto frequentate, e si fa un sondaggio, si rimarrà sorpresi di come le persone abbiano una mentalità liberale. Ciò che la gente spesso dimentica, per esempio, è che l’intera loro ragion d’essere di Gesù o anche del profeta Maometto, fosse il cambiamento del modo di pensare tradizionale della gente”.

E chiude:
“Probabilmente fra le gerarchie religiose vi è il timore che se cedono il terreno sul fronte dell’omosessualità, perché il sentire comune e i comportamenti si sono evoluti nel tempo, dove si potrebbe andare a finire? Bisognerebbe poi cominciare a ripensare molte, molte altre cose”.


Fonte: queerblog

giovedì 2 aprile 2009

In Svezia matrimonio omosessuale in comune o in chiesa



Dal prossimo maggio i gay svedesi potranno sposarsi, a scelta, in comune o in chiesa. Il Parlamento svedese ha approvato con una larga maggioranza (261 voti favorevoli e 22 contrari, con 16 astensioni e 50 assenti) la legge “sul matrimonio neutro”. Il voto è arrivato al termine di un dibattito durato sei ore e ha catalizzato il consenso di sei delle sette forze politiche rappresentate.

È un passo avanti rispetto alla legge del 1995 che permetteva un partenariato che veniva ufficializzato con una cerimonia civile. La legge approvata oggi prevede esplicitamente la possibilità di scegliere per le unioni gay tra il rito civile o quello religioso nella chiesa luterana che, separata dallo Stato nel 2000, propone già dal gennaio 2007 alle coppie gay una benedizione delle loro unioni.

La Chiesa Luterana (che nel 2007 conta il 74% di adesione degli svedesi), ha annunciato di sostenere questa nuova legislazione ma che dovrà confermarla nel corso di un sinodo ottobre per mettere a punto i casi di obiezione di coscienza da parte dei singoli pastori, che potranno essere sostituiti nel caso in cui non volessero celebrare nozze gay.

Per la cronaca: in Svezia governa una coalizione di centrodestra. Solo i democristiani si sono opposti all’uso della parola matrimonio per l’unione tra omosessuali.


Fonte: queerblog