Le prime frammentarie informazioni parlano di un omicidio a sfondo sessuale e, visto il luogo della tragedia conosciuto come punto d'incontro clandestino tra persone anche omosessuali, Collegati segue l'avvenimento con particolare attenzione e pubblicherà ulteriori aggiornamenti appena possibile.

Un grave fatto di sangue sarebbe avvenuto sabato sera attorno alle 23.00, sulla piazzola di sosta dell’autostrada A2 in direzione nord.
Le prime informazioni sono scarse, e solo parzialmente confermate dalla polizia. Un uomo, presumibilmente anziano, è stato aggredito da uno o più persone, ed avrebbe riportate ferite gravi, che poi avrebbero portato alla sua morte. Non si esclude che l’aggressione possa avere avuto uno sfondo di carattere sessuale.
Sul posto la polizia Cantonale e l’ambulanza di Bellinzona, che ha trasportato il ferito all’ospedale, che sarebbe, ma mancano le conferme, deceduto.
La polizia ha immediatamente avviato le indagini. Questa mattina l’area di sosta era ancora chiusa, e sul posto era presente la Polizia scientifica per i rilievi per far luce sull’esatta dinamica.
Gli inquirenti sono alla ricerca dell'omicida. L'inchiesta é stata affidata al procuratore pubblico Rosa Item.
AGGIORNAMENTI
Si rafforza inoltre la pista dell'aggressione a sfondo sessuale. Ricordiamo che l'area di sosta dove si è verificato l'omicidio è vicina a quella in direzione sud, noto ritrovo di prostituzione omosessuale. L'uomo è stato probabilmente picchiato violentemente a mani nude, e lasciato agonizzante sul posto.
Domani sarà compiuta l'autopsia sul corpo dell'82enne. Gli inquirenti stanno lavorando a fondo per identificare l'aggressore, o gli aggressori.
Fonte: Ticinonline
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È mistero sull’aggressione di ieri sera avvenuto alle 23 nell’area di sosta autostradale del Ceneri, direzione nord.
La notizia deve ancora trovare conferma dalla polizia, ma secondo le prime indiscrezioni, un anziano - 82enne del Bellinzonese - si trovava nell’area di sosta insieme a un amico, molto più giovane di lui. Poi, ci sarebbe stata l’aggressione per opera di una o più persone, forse a sfondo sessuale. Sembra però che il giovane non fosse coinvolto nell’aggressione. Resta da chiarire dove fosse al momento in cui l’anziano è stato aggredito.
Sempre secondo le prime indiscrezioni, gli aggressori avrebbero rubato l’auto dell’82enne, lasciandolo sul piazzale. L'uomo, portato all'ospedale dall'ambulanza, è deceduto poco dopo il suo ricovero. Ancora difficile stabilire con esattezza se sia morto a causa delle percosse o a causa di un malore provocatogli dall’aggressione.
Al momento la polizia sta cercando di capire le cause della morte - solamente l’autopsia sull’anziano potrà fornire dettagli precisi - e che cosa sia effettivamente successo ieri sera. Spetterà ora alla procuratrice Rosa Item far luce sul giallo del Ceneri.
Fonte: Ticinonews
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Si chiamava Lindy Jacoma, 81 anni, residente a Claro ed ex funzionario dell'Amministrazione cantonale presso l'Ufficio permessi e passaporti.
E' lui l'uomo trovato agonizzante nella notte tra sabato e domenica nell'area di sosta Cadenazzo Est, sull'A2 in direzione nord. Solo l'autopsia, che sarà eseguita oggi presso l'Istituto di patologia di Locarno, chiarirà se l'uomo è stato percosso fino ad ucciderlo, oppure se la morte è dovuta a traumi conseguenti alla caduta. Da un primo esame sul corpo dell'anziano sono apparsi evidenti traumi alla testa. Nessuna traccia invece di colpi di arma da taglio.
Come da noi già scritto ieri, il giovane, che si trovava in auto insieme a Jacoma al momento dell'aggressione, risulta estraneo all'omicidio.
Resta da stabilire quante persone hanno preso parte all'aggressione e la causa. Le ipotesi prese maggiormente in considerazione dagli inquirenti (il caso è affidato alla procuratrice pubblica Rosa Item) sono quelle della spedizione punitiva, di un diverbio finito in tragedia, o di una rapina poi degenerata. In favore di quest'ultima ipotesi sta il fatto che l'auto con cui Jacoma è giunto sul posto è scomparsa.
Data la vicinanza con la famigerata area di sosta in direzione sud, noto punto di ritrovo di scambisti e di incontri omosessuali, la pista di un agguato a sfondo omofobico viene presa fortemente in considerazione.
Secondo la stampa ticinese, Jacoma era molto conosciuto a Claro, dove viveva solo, dopo la morte della sorella, in una casa nella frazione di Cassero. In paese viene ricordato come un uomo eccentrico, ma sempre disponibile a dare una mano.
Fonte: Ticinonline
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