giovedì 16 luglio 2009

'Bruno' proibito in Ucrania per propaganda gay


Piazzatosi al primo posto della classifica degli incassi nel weekend scorso, Bruno sta riscuotendo un buon successo, superando persino gli incassi di “Borat” nel primo fine settimana di programmazione.

Si era parlato di possibili polemiche riguardo al film, che avrebbe potuto urtare la sensibilità delle varie associazioni lgbt. Invece, adesso, dall’Ucraina arriva la versione opposta. Il film non uscirà infatti nelle sale cinamatografiche, come ha raccontato un diplomatico ucraino al “The Guardian”:

“La società ucraina è molto conservatrice, ci sono molto cattolici, sopratutto nella parte ovest dello Stato e l’argomento trattato dal film “Bruno” è qualcosa di cui non si parla.”

Tutto questo sembra appunto derivare dal fatto che la propaganda e l’espansione dell’omosessualità vengono visti come qualcosa che contraddice gli interessi nazionali e mina l’autorità dei diritti e dell’essere umano e della famiglia. Il ministro della cultura ucraino ha infatti dichiarato che il film include “esibizione di organi e relazioni sessuali non giustificati artisticamente, atti omosessuali apertamente rappresentati, linguaggio osceno, sadismo e comportamenti antisociali che potrebbero danneggiare il backgound morale dei cittadini”. Per cui, togliere o vietare un film al cinema può evitare di alimentari discussioni o scalpori all’interno della società che sembra non ami troppo parlare della realtà gay. Tantomeno vederla rappresentata seppure in chiave autoironica.


Fonte: Queerblog

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