
Una prima in Svizzera. Grazie all'entrata in vigore della nuova legge normativa federale sull'unione registrata una coppia dello stesso sesso stamane in Ticino ha potuto dire il tanto sospirato "sì". Ne dà notizia la RTSI, così come anche tanti altri media locali e nazionali...
Collegati si congratula con la coppia per questo primo sì!
La prima unione registrata: l'amore senza clamori Senza clamori, senza telecamere né flash, martedì 2 gennaio, nell'Ufficio dello Stato Civile di Locarno, è stata registrata la prima unione di una coppia omosessuale secondo la legge federale svizzera, entrata in vigore il giorno precedente. Questa prima applicazione della Legge sull'unione domestica di coppie omosessuali (Lud) si carica di molteplici valori simbolici. Complice il calendario, per cui in numerosi cantoni anche il 2 gennaio è giorno festivo, la prima unione registrata del Paese è avvenuta in Ticino, Cantone socialmente retrivo rispetto alle grandi aree urbane della Svizzera, e che, in occasione del referendum confermativo del 5 giugno 2005, coerentemente con questa sua fama, bocciò con il 53% di voti contrari la legge che, un anno e mezzo dopo, per primo si trova ad applicare. "Gli ultimi saranno i primi..." C'è da sperare che, al di là del primato cronologico, sia davvero così anche dal punto di vista dei progressi nell'accettazione sociale delle persone e delle coppie omosessuali. Dio solo sa quanto ritardo in tal senso il Ticino avrebbe bisogno di recuperare! Dunque, la prima unione registrata della Svizzera riconosce i crismi della legalità - e della dignità civile - al legame affettivo di una coppia di lungo, lunghissimo corso: trent'anni di vita in comune. Tale circostanza, a sua volta, merita qualche riflessione. Costituisce la miglior risposta a quanti si ostinavano in Svizzera e s'ostinano ancora in numerosi altri Stati del mondo, a cominciare dalla vicina Italia, ad affermare che le coppie gay sono fragili, effimere, e che quindi i legami istituzionali non si confanno alla loro essenza, alla loro (asserita) volatilità. Trent'anni sono un traguardo invidiabile per qualsiasi coppia. E se l'unione registrata del 2 di gennaio è certamente "riparatrice" (quasi un festeggiamento di nozze di perle), in quanto finalmente permette di coronare un amore tanto a lungo nutrito, un pensiero va a tutte e tutti coloro i quali, in Svizzera e nel mondo, a causa di cavilli burocratici o di scelte legislative discriminatorie, ancora non si vedono riconosciuto il diritto di amare il proprio compagno o la propria compagna nell'ambito di in un quadro legale adeguato. La scelta dei due "partner" (così li definisce la legge) di non autorizzare riprese né rilasciare interviste, permette all'unione registrata di muovere i suoi primi passi in punta di piedi, proprio come tante coppie omosessuali sono solite vivere il loro rapporto e la loro convivenza. Una bella lezione di stile per tutti quelli che bollano qualsiasi manifestazione pubblica della vita gay come "ostentazione". Se la prima unione registrata della Svizzera ha portato il Ticino alla ribalta dell'attualità con un "sì" che brilla per sentimento e garbo, la sfida continua ora per tutti nella vita quotidiana, ove i progressi andranno consolidati. Andrea Ostinelli, Aiuto Aids Ticino